La NASpI è l’indennità mensile di disoccupazione riservata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. È disciplinata dal D.Lgs. 22/2015 e si applica agli eventi di disoccupazione dal 1° maggio 2015, data da cui sostituisce ASpI e mini-ASpI. Per ottenerla occorrono due condizioni: la cessazione del rapporto non deve dipendere dalla volontà del lavoratore, e devono essere rispettati i requisiti contributivi fissati dalla norma.
Che cos’è la NASpI e a chi spetta
Base normativa
Il riferimento è il D.Lgs. 22/2015. La prestazione si applica agli eventi di disoccupazione dal 1° maggio 2015 e ha sostituito l’ASpI e la mini-ASpI, che non valgono più per gli eventi successivi a quella data.
Perdita involontaria come condizione necessaria
La perdita involontaria dell’occupazione è il presupposto che apre il diritto. Una cessazione decisa dal lavoratore, come le dimissioni volontarie, di regola non rientra in questa condizione; alcune situazioni particolari, come le dimissioni per giusta causa, vanno valutate caso per caso con INPS o patronato. Prima di presentare domanda occorre quindi verificare la causa con cui il rapporto è terminato, perché il requisito riguarda il modo in cui il lavoro si è concluso, non soltanto il fatto di non averne più uno.
Requisito contributivo minimo
Oltre alla causa di cessazione, l’art. 3 del D.Lgs. 22/2015 richiede almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti lo stato di disoccupazione. Il dato va comunque confermato sul testo vigente del decreto e sul sito INPS prima di calcolare i propri requisiti.
Riepilogo dei requisiti
| Condizione | Riferimento |
|---|---|
| Rapporto di lavoro subordinato | Destinatari indicati dall’articolo 1 del D.Lgs. 22/2015 |
| Perdita involontaria dell’occupazione | Condizione necessaria per il diritto |
| Eventi di disoccupazione dal 1° maggio 2015 | Data di entrata in vigore del regime attuale |
| Contribuzione minima | Almeno 13 settimane nei quattro anni precedenti, art. 3 del D.Lgs. 22/2015 |

Quanto spetta di NASpI nel 2026?
Per la NASpI, INPS fissa ogni anno con circolare i valori massimi delle prestazioni, e per il 2026 i riferimenti pubblicati sono retribuzione di riferimento e importo massimo mensile. Dalla scheda dei fatti risultano due cifre: 1.456,72 euro per la retribuzione di riferimento e 1.584,70 euro per l’importo massimo mensile. Entrambe provengono da un estratto di ricerca su fonti INPS e non sono state verificate sul testo ufficiale, perché la circolare e il comunicato non erano leggibili.
| Riferimento | Valore indicato per il 2026 | Fonte | Stato di verifica |
|---|---|---|---|
| Retribuzione di riferimento | 1.456,72 euro | Estratto su fonti INPS, 28/01/2026 | Non verificata |
| Importo massimo mensile | 1.584,70 euro | Estratto su fonti INPS, 28/01/2026 | Non verificato |
| Punto 6 «Indennità di disoccupazione NASpI» | Cifre non leggibili | Circolare INPS n. 4 del 28/01/2026 | Struttura confermata, importi da leggere |
| Rinvio ai valori 2026 | Circolari n. 4 e n. 5 | Comunicato stampa INPS del 29/01/2026 | Testo non decodificato |
Per controllare i valori, aprire la circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026 sul sito inps.it e scorrere fino al punto 6. La circolare tratta anche le integrazioni salariali, quindi il punto 6 va letto come sezione separata. Il comunicato del 29 gennaio rimanda anche alla circolare n. 5: occorre aprirla per individuare quale dei due documenti riporti gli importi della NASpI.
L’aggiornamento è annuale: ogni nuovo anno comporta una nuova circolare di gennaio con i limiti aggiornati. Prima di usare una cifra, verificare la circolare dell’anno in cui si applica la domanda, non quella di un anno precedente.
Come si calcola l’importo mensile
L’importo della NASpI parte dalla retribuzione media mensile del lavoratore. Su questa base si applicano due percentuali distinte, separate da una soglia di riferimento. Secondo la guida Centro Fiscale (2026), che è una fonte privata e non ufficiale, la prestazione è pari al 75% della retribuzione media fino alla soglia, più il 25% della parte che la supera. Il calcolo quindi non è lineare: ogni euro di retribuzione viene trattato in modo diverso a seconda che stia sotto o sopra il limite.
| Passo | Operazione | Regola |
|---|---|---|
| 1 | Determinare la retribuzione media mensile | È la base su cui si calcolano le due quote |
| 2 | Calcolare il 75% della quota fino alla soglia | Si applica alla parte di retribuzione non superiore al limite di riferimento |
| 3 | Individuare l’eccedenza | È la differenza tra retribuzione media e soglia, considerata solo se positiva |
| 4 | Calcolare il 25% dell’eccedenza e sommarlo alla prima quota | Il risultato è l’importo mensile di partenza |
Esempio di calcolo con soglia fittizia di 1.000 euro e retribuzione media di 1.800 euro:
- quota fino alla soglia: 75% × 1.000 = 750 euro
- eccedenza: 1.800 − 1.000 = 800 euro
- quota sull’eccedenza: 25% × 800 = 200 euro
- importo mensile di partenza: 750 + 200 = 950 euro
La soglia reale è la retribuzione di riferimento fissata dall’INPS per ciascun anno (per il 2026 la scheda indica 1.456,72 euro, non verificata sul testo ufficiale) e non è quella dell’esempio. Il risultato va poi confrontato con l’importo massimo mensile dell’anno di riferimento, che limita la prestazione anche per redditi elevati.
La guida consultata non precisa, in questa parte, il periodo su cui viene calcolata la media. Per questo dettaglio occorre verificare la circolare INPS in vigore per l’anno della domanda.
Per quanti mesi si riceve la NASpI?
La durata della NASpI non è fissa: dipende dalla storia contributiva del lavoratore e ha un limite massimo. Secondo Centro Fiscale (2026), il calcolo si svolge in tre passaggi: si determina una base di settimane, si applica il tetto massimo e si sottraggono eventuali prestazioni già percepite. La norma di riferimento è il D.Lgs. 22/2015 (art. 1), che istituisce la NASpI, ma la regola sulla durata va verificata sul sito INPS, perché il decreto non viene citato in questo passaggio.
| Passaggio | Regola | Fonte indicata |
|---|---|---|
| Base di calcolo | Metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni (settimane ÷ 2) | Centro Fiscale, 2026 |
| Tetto massimo | 24 mesi, pari a 104 settimane | Centro Fiscale, 2026 |
| Detrazione | Si sottraggono le prestazioni di disoccupazione già percepite nello stesso periodo | Centro Fiscale, 2026 |
Base contributiva. Si contano le settimane contributive maturate negli ultimi quattro anni e se ne prende la metà. Il risultato è il numero di settimane di prestazione teoricamente spettanti.
Tetto dei 24 mesi. La durata non supera mai 24 mesi, equivalenti a 104 settimane. Anche con una carriera contributiva molto lunga, il numero di settimane di indennità non può superare questo limite.
Prestazioni già percepite. Se nello stesso periodo sono già state erogate altre indennità di disoccupazione, il loro valore riduce il totale spettante. Il controllo va quindi fatto sia sulle settimane sia sulle prestazioni ricevute in precedenza.
Il calo: quando scende l’assegno
La NASpI non resta costante per tutta la durata. Secondo Centro Fiscale (2026), l’importo mensile diminuisce del 3% al mese a partire dal sesto mese di prestazione. Per i beneficiari che hanno compiuto 55 anni la riduzione parte invece dall’ottavo mese, come previsto dalla legge di bilancio 2022 (L. 234/2021), da verificare sul sito INPS. Ogni riduzione si applica all’importo già ridotto del mese precedente, quindi il calo si accumula e non è lineare. La regola generale non è verificata sul testo della circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026: le cifre del punto 6, dedicato alla NASpI, non erano leggibili. Va quindi confermata sul sito INPS prima di usarla per un calcolo definitivo.
Come si calcola la riduzione mese per mese
Il metodo è sempre lo stesso: per ogni mese dal sesto in poi si prende l’importo del mese precedente e lo si moltiplica per 0,97, cioè si sottrae il 3%. Non si ricalcola mai dal primo importo. Il risultato va arrotondato al centesimo di euro a ogni passaggio.
Esempio ipotetico con un importo iniziale di 1.000 euro al mese, scelto solo per rendere il calcolo leggibile e non come valore reale della NASpI:
| Mese | Importo (€) | Variazione rispetto al mese precedente |
|---|---|---|
| 1-5 | 1.000,00 | nessuna riduzione |
| 6 | 970,00 | −3% |
| 7 | 940,90 | −3% |
| 8 | 912,67 | −3% |
| 9 | 885,29 | −3% |
| 10 | 858,73 | −3% |
| 11 | 832,97 | −3% |
| 12 | 807,98 | −3% |
Effetto sul totale percepito
Nell’esempio, i primi cinque mesi valgono 5.000,00 euro. I mesi dal sesto al dodicesimo sommano 6.208,54 euro. Il totale dei dodici mesi è quindi di 11.208,54 euro, contro 12.000 euro senza alcuna riduzione: la differenza è di 791,46 euro, pari a circa il 6,6% del totale teorico.
Il dodicesimo mese vale circa l’80,8% dell’importo iniziale. Il fattore è 0,97 elevato alla settima potenza, perché tra il mese 6 e il mese 12 si applicano sette riduzioni successive. Più la prestazione dura oltre il sesto mese, più l’effetto cumulativo pesa sul totale.

Quando e come si presenta la domanda?
La domanda di NASpI si presenta per via telematica, dopo la cessazione del rapporto di lavoro subordinato. Il canale diretto è il portale INPS, con le credenziali personali di accesso ai servizi online. In alternativa, la domanda può essere inviata tramite un patronato, che la trasmette per conto del lavoratore e ne gestisce l’invio. In entrambi i casi la pratica va completata entro il termine di legge, che decorre dalla data di cessazione del rapporto.
Il termine è perentorio: una domanda presentata oltre la scadenza comporta la perdita del diritto alla prestazione. Il termine è di 68 giorni dalla cessazione del rapporto, a pena di decadenza (D.Lgs. 22/2015, art. 6); va comunque confermato sul testo vigente e sulle istruzioni INPS aggiornate. La data di partenza è quella di cessazione effettiva, non quella di comunicazione del datore di lavoro.
Per compilare la domanda conviene preparare in anticipo i dati del rapporto appena concluso, un documento d’identità valido, il codice fiscale e le coordinate bancarie su cui ricevere il pagamento. Al termine dell’invio è importante salvare la ricevuta, che attesta la data di presentazione.
Per la NASpI la domanda equivale alla Dichiarazione di immediata disponibilità (DID). In seguito il lavoratore può essere convocato dal Centro per l’impiego competente per il proprio domicilio per le attività di ricerca di un’occupazione; le condizioni vanno verificate sul sito INPS. La DID è l’atto con cui si dichiara di essere disponibile al lavoro e di poter partecipare alle attività di ricerca di un’occupazione. Va presentata con le modalità previste dal centro, che possono variare a livello regionale.
| Fase | Dove | Cosa serve |
|---|---|---|
| Domanda telematica | Portale INPS oppure patronato | Dati del rapporto di lavoro concluso, documento d’identità, codice fiscale, coordinate bancarie |
| Ricevuta della domanda | Area personale INPS o copia rilasciata dal patronato | Conservazione della ricevuta con la data di invio |
| Dichiarazione di immediata disponibilità (DID) | Equivale alla domanda di NASpI; il Centro per l’impiego del domicilio può poi convocare il lavoratore | Nessun adempimento separato indicato nella scheda; verificare sul sito INPS |
Tasse e lavoro durante la NASpI
Le regole fiscali della NASpI e quelle sul cumulo con un’attività lavorativa vanno verificate sul sito INPS e nei documenti ufficiali prima di agire. Le indicazioni seguenti descrivono quali punti verificare sul sito INPS e nei documenti ufficiali prima di agire. Il D.Lgs. 22/2015 (art. 1), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 54 del 06-03-2015, è il testo di riferimento. Gli effetti successivi dipendono dalla situazione lavorativa che si instaura durante la prestazione.
Imponibilità IRPEF della prestazione
La fiche non indica se né come la prestazione concorra al reddito imponibile IRPEF. Prima della dichiarazione dei redditi, conviene recuperare il documento fiscale annuale trasmesso dall’ente erogatore e confrontare l’importo complessivo percepito nell’anno con quello riportato nella dichiarazione.
Sospensione in caso di nuovo lavoro subordinato
Anche gli effetti di un nuovo contratto subordinato sull’assegno non sono descritti nella fiche. Prima di firmare, verificate sul sito INPS se il pagamento viene sospeso, ridotto o interrotto e da quale data. Conservate la comunicazione di assunzione e la data di inizio del rapporto, in modo da poter ricostruire il periodo in caso di richiesta di chiarimenti.
Regole per il lavoro autonomo
Il lavoro autonomo è soggetto a regole distinte da quelle del lavoro subordinato, ma la fiche non le riporta. Prima di avviare un’attività o una collaborazione autonoma, verificate la compatibilità con la prestazione e gli obblighi di comunicazione previsti.
| Situazione | Cosa verificare prima di agire |
|---|---|
| Nuovo lavoro subordinato | Effetto sull’assegno e data di eventuale sospensione o interruzione |
| Lavoro autonomo | Compatibilità della prestazione e obblighi di comunicazione |
| Reddito annuo | Importo complessivo percepito e corrispondenza con la dichiarazione IRPEF |
Quando arriva il pagamento?
Il pagamento della NASpI non parte appena presentata la domanda. Dopo la presentazione, l’INPS esamina i requisiti e i dati dichiarati, e solo al termine di questa verifica viene calcolato il primo importo e disposto l’accredito. Durante l’istruttoria non si riceve nulla, quindi conviene prevedere la liquidità per il periodo intermedio.
Le fasi principali sono queste:
| Fase | Cosa succede | Cosa controllare |
|---|---|---|
| Presentazione della domanda | Invio telematico all’INPS | Data di invio e copia della ricevuta |
| Istruttoria | L’INPS verifica i requisiti e la contribuzione | Eventuali richieste di documenti da parte dell’ente |
| Primo accredito | Pagamento del primo importo calcolato | Coordinate bancarie indicate nella domanda |
| Pagamenti successivi | Accredito con cadenza mensile | Estratti conto e comunicazioni INPS |
Dopo il primo accredito, la cadenza mensile prevede un pagamento per ogni mensilità spettante. Le date esatte dipendono dal calendario di pagamento pubblicato dall’INPS per l’anno in corso, che va consultato sul sito ufficiale perché non è riportato in questa scheda.
Il pagamento viene accreditato sul conto corrente o sul libretto postale indicato nella domanda. Per questo è importante verificare che l’IBAN sia corretto e intestato al richiedente. Se il conto cambia durante il periodo di percezione, occorre aggiornare i dati tramite i canali INPS, altrimenti l’accredito può essere ritardato o non andare a buon fine.
Domande frequenti
Per quanti mesi si riceve la NASpI?
La durata equivale alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi quattro anni, con un tetto di 24 mesi (104 settimane). Il dato proviene da una guida privata e va confermato sul sito INPS, perché le prestazioni di disoccupazione già percepite nello stesso periodo riducono il totale spettante.
Quanto si riceve ogni mese?
L’importo è pari al 75% della retribuzione media mensile fino alla soglia di riferimento fissata dall’INPS per ciascun anno, a cui si aggiunge il 25% della parte eccedente. Dal sesto mese la prestazione cala del 3% al mese, con ogni riduzione calcolata sull’importo già decurtato; per i beneficiari di 55 anni o più il taglio parte dall’ottavo mese, secondo la L. 234/2021 (da verificare su INPS).
Entro quando va presentata la domanda?
Il termine è di 68 giorni dalla cessazione effettiva del rapporto, a pena di decadenza: oltre questa scadenza il diritto alla prestazione si perde. Il conteggio parte dalla data di fine lavoro reale, non da quella indicata nella comunicazione del datore di lavoro, e la norma di riferimento è l’art. 6 del D.Lgs. 22/2015, da confermare sul testo vigente.