Bonus asilo nido 2026: cos’è

Il bonus asilo nido 2026 è un contributo dell’INPS che copre parte della retta pagata per la frequenza di un servizio educativo per la prima infanzia. L’INPS ha aperto il servizio per presentare la domanda 2026 con il messaggio n. 1136 del 31 marzo 2026, che richiama la circolare n. 29 del 27 marzo 2026. Il contributo riguarda la retta, non altre spese.

Che cos’è e come funziona il contributo

Natura del bonus

Il bonus asilo nido è un contributo sulle rette dei servizi educativi. Il contributo dipende dalla fascia ISEE e dall’anno di nascita del bambino, e non può superare la retta effettivamente pagata.

Il contributo riguarda i servizi educativi per la prima infanzia previsti dalle regole INPS: nidi, micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi domiciliari abilitati dalla normativa regionale.

Serve una domanda corredata da documentazione di spesa.

Riferimenti normativi

AttoDataFunzione nel 2026
Circolare INPS n. 2927 marzo 2026Richiamata dal messaggio n. 1136 come riferimento della domanda 2026
Messaggio INPS n. 113631 marzo 2026Apre il servizio per la presentazione della domanda di bonus asilo nido 2026

Il messaggio n. 1136 è l’atto operativo che ha attivato il servizio, mentre la circolare n. 29 è il riferimento che il messaggio richiama. Per verificare il testo, si consultano le pubblicazioni datate nella sezione dedicata del sito INPS.

Che cos'è e come funziona il contributo

Chi può fare domanda?

Il bonus asilo nido spetta al genitore che paga la retta. È lui il soggetto richiedente, perché il contributo copre una quota del costo effettivamente sostenuto per la frequenza.

Ogni bambino richiede una domanda distinta: per più figli frequentanti servono quindi più domande, ciascuna con la propria documentazione di spesa.

Strutture ammesse

StrutturaAmmessa al bonus
Nido d’infanziaSì
MicronidoSì
Sezione primaveraSì
Spazio giocoSì
Servizio educativo domiciliareSì, solo se abilitato dalla normativa regionale

Le strutture ammesse sono nidi, micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi domiciliari. Per i servizi a domicilio il requisito decisivo è l’abilitazione prevista dalla normativa regionale: senza tale abilitazione il servizio non rientra nel bonus, anche se è offerto a un bambino piccolo.

Condizioni di accesso

  • Per i bambini con gravi patologie croniche che non possono frequentare il nido, il genitore convivente può chiedere il supporto presso l’abitazione, erogato in un’unica soluzione. In questo caso il richiedente è il genitore convivente, non il genitore che paga una retta.

Importi per fascia ISEE

Il bonus asilo nido non ha un importo unico. La cifra dipende dall’anno di nascita del bambino e dal valore dell’ISEE minorenni del nucleo familiare.

Fascia ISEE minorenniNati dal 1° gennaio 2024Nati prima del 2024
Fino a 25.000,99 euro3.600 euro annui3.000 euro annui
Da 25.001 a 40.000 euro3.600 euro annui2.500 euro annui
Oltre 40.000 euro, oppure ISEE assente1.500 euro annui1.500 euro annui

Importo massimo: 3.600 euro

L’importo massimo annuo è di 3.600 euro. Per i nati dal 2024 spetta fino a un ISEE minorenni di 40.000 euro. Per i nati prima del 2024 il valore pieno di 3.600 euro non è previsto: il tetto scende a 3.000 euro con ISEE fino a 25.000,99 euro e a 2.500 euro tra 25.001 e 40.000 euro.

Importo minimo: 1.500 euro

L’importo minimo è di 1.500 euro. Spetta a tutti i richiedenti con ISEE minorenni superiore a 40.000 euro e a chi non presenta alcun ISEE. Senza ISEE la domanda non riceve quindi un importo ridotto a zero: si applica comunque la soglia minima.

Calcolo: come definire la fascia spettante

Per individuare l’importo spettante si seguono questi passaggi:

  1. Verificare la data di nascita del bambino, che determina la colonna della tabella.
  2. Individuare la fascia in cui ricade l’ISEE minorenni del nucleo, oppure la riga «ISEE assente».
  3. Leggere l’importo corrispondente alla combinazione di colonna e riga.
  4. Confrontare quell’importo con la retta effettivamente pagata.

Il contributo non può superare la retta. Il calcolo finale segue quindi questa regola:

importo spettante = minore tra importo della fascia e retta pagata nelle mensilità ammesse

Una retta bassa riduce il contributo anche quando il nucleo rientra nella fascia più alta.

Scadenze: cosa fare entro il 30 aprile

La domanda di bonus asilo nido prevede due scadenze distinte. La prima riguarda la validità della domanda, che resta valida fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. La seconda riguarda la scelta delle mensilità e il caricamento dei documenti di spesa, da completare entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.

Le date principali sono riassunte qui sotto.

AdempimentoTermineFonte
Apertura del servizio per la domanda 2026Dal 31 marzo 2026Messaggio INPS n. 1136 del 31 marzo 2026
Validità della domandaFino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anniINPS, 31 marzo 2026
Scelta delle mensilità e caricamento dei documenti di spesaEntro il 30 aprile dell’anno successivoINPS, 31 marzo 2026
Termine per la domanda 2026 (mensilità e documenti)30 aprile 2027INPS, 31 marzo 2026

Per organizzarsi ogni anno conviene seguire una sequenza semplice:

  1. Individuare l’anno in cui il bambino compie tre anni e segnare il mese di agosto come fine della validità della domanda.
  2. Segnare il 30 aprile dell’anno successivo come termine per la scelta delle mensilità e il caricamento dei documenti.

Scegliere le mensilità entro il termine serve quindi a stabilire quali pagamenti concorrono al contributo.

Come presentare la domanda INPS

L’INPS ha aperto il servizio per la domanda di bonus asilo nido 2026, presentabile con due canali: online, con una credenziale digitale, oppure tramite un patronato.

Invio online con SPID, CIE o CNS

Il canale diretto è online e richiede una delle tre credenziali ammesse:

  • SPID, il sistema pubblico di identità digitale;
  • CIE, la carta d’identità elettronica;
  • CNS, la carta nazionale dei servizi.

Non sono previste altre modalità di invio diretto.

Alternativa: domanda tramite patronato

Chi non vuole o non può accedere online può rivolgersi a un patronato, un ente di assistenza previdenziale abilitato a operare con l’INPS, che presenta la domanda per conto del genitore.

CanaleCredenziale o tramiteChi presenta la domanda
OnlineSPIDGenitore che paga la retta
OnlineCIEGenitore che paga la retta
OnlineCNSGenitore che paga la retta
PatronatoIntermediario abilitatoPatronato, per conto del genitore

Passaggi operativi

  1. Scegliere il canale: accesso diretto con SPID, CIE o CNS, oppure rivolgersi a un patronato.
  2. Per l’accesso diretto, autenticarsi sul portale INPS con la credenziale scelta e aprire il servizio dedicato al bonus asilo nido.

Come presentare la domanda INPS

Quali documenti servono per le mensilità?

Per il bonus asilo nido, la documentazione di spesa determina quali mensilità vengono riconosciute. Ogni anno si scelgono le mensilità da includere nella domanda e si caricano i documenti che attestano il pagamento della retta. Il contributo viene erogato per al massimo undici mensilità l’anno.

Documenti di spesa relativi alle rette

Il genitore che paga la retta deve disporre della documentazione di spesa relativa alle rette sostenute. Per ogni mensilità va presentata una prova di pagamento tracciabile, quindi ogni pagamento deve essere riconducibile alla singola mensilità a cui si riferisce.

Scelta annuale delle mensilità

ElementoRegola
Numero massimo di mensilitàUndici per anno
Prova richiestaPagamento tracciabile per ogni mensilità selezionata
TermineEntro il 30 aprile dell’anno successivo

Caricamento dei documenti nella domanda online

Il caricamento avviene all’interno della domanda online, e per questo è necessario averla già aperta per l’anno interessato. Conviene procedere in quest’ordine:

  1. Individuare, per l’anno di riferimento della domanda, le mensilità effettivamente pagate.
  2. Verificare che ciascuna mensilità abbia la prova di pagamento tracciabile.
  3. Selezionare nella domanda le mensilità da includere.
  4. Caricare la documentazione di spesa corrispondente.

Cumulo con le detrazioni: cosa sapere

Il bonus asilo nido INPS e le detrazioni fiscali per la frequenza dell’asilo nido non sono cumulabili: la stessa spesa non può essere usata per ottenere entrambi i benefici. Il divieto riguarda la sovrapposizione sulla stessa retta, non l’intero anno scolastico in astratto. Ogni mensilità va quindi attribuita a un solo strumento.

Divieto di cumulo

Le mensilità coperte dal bonus non possono essere portate in detrazione una seconda volta. Le mensilità non indicate nella domanda restano fuori dal bonus, ma prima di usarle per una detrazione occorre verificare che non siano già state incluse nella domanda INPS.

Scelta tra bonus INPS e detrazione fiscale

Prima dell’invio conviene decidere quali mensilità far rientrare nel bonus. Il metodo:

  1. Indicare nella domanda solo le mensilità che si intende far rientrare nel bonus.
  2. Annotare separatamente le mensilità escluse dalla domanda, per verificarne l’uso in dichiarazione.

Effetti sulla dichiarazione dei redditi

Il confronto finale va fatto prima di compilare la dichiarazione dei redditi. Occorre incrociare l’elenco delle mensilità indicate nella domanda INPS con le spese che si intendono portare in detrazione, conservando le ricevute di entrambe le parti. Le fonti disponibili non indicano le modalità di compilazione della dichiarazione per questo caso: per i dettagli di quadro e codici è necessario consultare la documentazione ufficiale aggiornata dell’Agenzia delle Entrate.

Quando arriva il pagamento?

Il contributo viene erogato dall’INPS dopo la lavorazione della domanda. Il termine ordinario di lavorazione è di 30 giorni e decorre dal momento in cui la documentazione completa è stata presentata, non dal giorno dell’invio della domanda. Finché la documentazione è incompleta, il conteggio non parte. Si tratta quindi di un tempo di lavorazione e non di una data di accredito garantita: la scheda di riferimento non indica una data fissa di pagamento.

Sequenza del procedimento

FaseCosa avvieneVincolo verificabile
1. DomandaIl genitore che paga la retta presenta la domanda per ciascun figlioUna domanda per ogni figlio
2. DocumentiVengono caricati i documenti di spesa e la prova di pagamentoProva di pagamento tracciabile per ogni mensilità
3. LavorazioneL’INPS esamina la praticaTermine ordinario di 30 giorni dalla documentazione completa
4. PagamentoErogazione del contributoAl massimo undici mensilità l’anno, senza superare la retta

Data di domanda e data di pagamento

Le due date non coincidono e la differenza dipende da due elementi:

  • Data di domanda: è il punto in cui la pratica entra nel sistema, ma non fa partire il termine dei 30 giorni.
  • Completezza: se mancano documenti o prove di pagamento, la lavorazione non può considerarsi avviata nei tempi ordinari. Il completamento della pratica è quindi il dato che determina la tempistica.

La scheda di riferimento non elenca cause specifiche di ritardo oltre alla documentazione incompleta. Per questo motivo, nel calcolo dei tempi, il punto verificabile resta la data in cui la pratica risulta completa.