Il riscatto della laurea è un versamento volontario con cui si trasformano in anni utili per la pensione i periodi di studio universitario. Può presentare domanda chi ha conseguito una laurea o un titolo equiparato, anche se non ha mai lavorato né versato contributi. Dopo l’accoglimento, il periodo riscattato entra nella posizione assicurativa presso l’INPS e viene considerato ai fini pensionistici.
Che cos’è il riscatto della laurea
Durante gli anni di università non c’è retribuzione, quindi non ci sono contributi versati da un datore di lavoro. Il riscatto colma questa lacuna: la persona versa volontariamente la contribuzione per quei periodi, che diventano così periodi coperti ai fini previdenziali.
Effetti sull’anzianità contributiva e sulla pensione
Il periodo riscattato si somma ai periodi lavorativi già presenti nella posizione previdenziale. Il risultato è un aumento dell’anzianità contributiva complessiva, elemento che incide sul diritto alla pensione e sul relativo importo, in base al sistema di calcolo applicabile a ciascun periodo (retributivo o contributivo).
Il riscatto non può però sovrapporsi ad altra copertura: i periodi già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa o da riscatto non aggiungono nulla e non sono riscattabili.
Differenza tra periodo riscattato e contributi versati
I contributi da lavoro derivano da un rapporto di lavoro e sono commisurati alla retribuzione percepita. Il periodo riscattato, invece, nasce da una scelta della persona e non corrisponde a un’attività lavorativa né a una retribuzione effettiva.
| Aspetto | Periodo riscattato | Contributi da lavoro |
|---|---|---|
| Origine | Anni di laurea, senza attività lavorativa | Periodi di attività lavorativa |
| Base di riferimento | Criteri di onere specifici del riscatto | Retribuzione effettivamente percepita |
| Atto che lo rende valido | Provvedimento INPS, dopo la domanda | Versamento effettuato durante il rapporto di lavoro |
Ruolo dell’INPS nella gestione del periodo riscattato
L’INPS gestisce l’intero procedimento attraverso il Portale dei servizi INPS, dedicato alla gestione della posizione assicurativa. La domanda viene esaminata e l’istituto adotta un provvedimento INPS, con un termine indicato di 85 giorni per l’emissione.
Con il provvedimento l’INPS determina l’onere del riscatto; il periodo entra nella posizione assicurativa solo se il pagamento viene effettuato nei termini, perché il mancato versamento dell’unica soluzione o della prima rata equivale a rinuncia.

Chi può chiedere il riscatto?
Il riscatto della laurea ai fini pensionistici può essere richiesto da chi ha conseguito un diploma di laurea o un titolo equiparato. Il titolo è il requisito di partenza per entrambe le categorie di richiedenti, che si distinguono per la posizione contributiva. Per verificare se un titolo rientra tra gli equiparati, conviene consultare direttamente il sito INPS.
| Situazione del richiedente | Requisiti per presentare domanda |
|---|---|
| Inoccupato, mai iscritto a forme previdenziali obbligatorie e mai occupato | Diploma di laurea o titolo equiparato; nessun contributo obbligatorio richiesto |
| Lavoratore o già iscritto a una forma previdenziale obbligatoria | Diploma di laurea o titolo equiparato; almeno un contributo obbligatorio nella gestione in cui si presenta la domanda |
Gestione in cui si presenta la domanda
Per chi non è inoccupato, il vincolo riguarda la gestione previdenziale scelta per la domanda, non una qualsiasi gestione. Chi ha versato contributi in un’altra gestione deve verificare che almeno uno di essi sia nella gestione dove presenterà la richiesta. Il controllo si può fare nel Portale dei servizi INPS, nella sezione dedicata alla posizione assicurativa, prima di inoltrare la domanda.
Periodi ammissibili
Il requisito personale si affianca a una condizione sui periodi. I periodi che si vogliono riscattare non devono essere già coperti da contribuzione obbligatoria, da contribuzione figurativa o da un altro riscatto. Il riscatto parziale è ammesso, quindi non è necessario riscattare tutti gli anni di laurea. Gli anni fuori corso non sono riscattabili.
Riscatto ordinario o agevolato
Il calcolo dell’onere dipende dal sistema pensionistico a cui appartengono i periodi da riscattare, retributivo o contributivo. Nella stessa domanda possono coesistere periodi di sistemi diversi, quindi conviene prima suddividere gli anni per sistema e poi applicare il metodo corrispondente.
Il metodo ordinario si applica ai periodi nel sistema retributivo. In questo caso l’onere si calcola con la riserva matematica, come previsto dall’art. 13 della legge 1338/1962 (INPS, 2025). Per i periodi nel sistema contributivo, il metodo ordinario prevede invece l’applicazione dell’aliquota in vigore alla data della domanda alla retribuzione dei 12 mesi meno remoti, cioè i 12 mesi più recenti rispetto alla presentazione (INPS, 2025).
Il metodo agevolato, introdotto dall’art. 20, comma 6, del decreto-legge 4/2019, vale per i periodi nel sistema contributivo. La base di calcolo è il minimale di artigiani e commercianti, a cui si applica l’aliquota del Fondo pensione lavoratori dipendenti (FPLD). Per le domande presentate nel 2025 l’aliquota indicata è del 33% (INPS, 2025).
| Metodo | Sistema dei periodi | Base di calcolo | Parametro | Riferimento |
|---|---|---|---|---|
| Ordinario | Retributivo | Riserva matematica | Art. 13, l. 1338/1962 | INPS, 2025 |
| Ordinario | Contributivo | Retribuzione dei 12 mesi meno remoti | Aliquota in vigore alla data della domanda | INPS, 2025 |
| Agevolato | Contributivo | Minimale di artigiani e commercianti | Aliquota FPLD, 33% per domande 2025 | Art. 20, c. 6, d.l. 4/2019; INPS, 2025 |
Per i periodi retributivi il criterio di scelta è quindi obbligato: si usa il calcolo con riserva matematica. Per i periodi contributivi la fonte indica sia il calcolo ordinario sia quello agevolato, ma non stabilisce criteri per sceglierne uno rispetto all’altro. La verifica della modalità disponibile per la propria posizione va quindi fatta direttamente con l’INPS.
Quanto costa riscattare la laurea?
Il costo del riscatto dipende dal metodo di calcolo applicato ai periodi da riscattare. Il metodo ordinario parte dalla retribuzione del richiedente. Per i periodi nel sistema contributivo la fonte indica sia il metodo ordinario sia quello agevolato, con costi che possono differire. Gli esempi seguenti sono quelli pubblicati dall’INPS nel 2025.
Metodo ordinario: l’esempio INPS
L’INPS presenta questo esempio: con una retribuzione lorda di 32.170 euro, quattro anni di riscatto costano 42.464,40 euro.
Il costo cresce con la retribuzione annua e con il numero di anni richiesti. Chi ha una retribuzione più alta paga di più per lo stesso periodo.
Metodo agevolato: il costo di un anno
Per le domande 2025 i valori sono questi:
| Voce | Valore per le domande 2025 |
|---|---|
| Base di calcolo | Minimale di artigiani e commercianti: 18.555 euro |
| Aliquota | 33% (aliquota FPLD) |
| Costo di un anno di corso | 6.123,15 euro |
Il costo di un anno si ottiene moltiplicando la base per l’aliquota: 18.555 euro × 33% = 6.123,15 euro.
Confronto tra i due metodi
| Metodo | Base di calcolo | Periodo | Costo indicato dall’INPS |
|---|---|---|---|
| Ordinario | Retribuzione lorda di 32.170 euro (esempio) | 4 anni | 42.464,40 euro |
| Agevolato | Minimale di 18.555 euro | 1 anno | 6.123,15 euro |
I due esempi non sono direttamente confrontabili: il primo riguarda 4 anni con una retribuzione di 32.170 euro, il secondo un solo anno calcolato sul minimale. Per confrontare i costi occorre riferirsi allo stesso periodo. Il riscatto parziale è ammesso, quindi è possibile limitare la domanda a un numero ridotto di anni.

Come pagare: unica soluzione o 120 rate
Per le domande presentate dal 1° gennaio 2008, il riscatto della laurea si paga in due modi alternativi. La scelta dipende dalla condizione del richiedente, quindi va verificata prima di inviare la domanda.
Le due modalità di pagamento
La prima modalità è il pagamento in unica soluzione entro 60 giorni dal provvedimento. La seconda è il pagamento rateale mensile fino a 120 rate senza interessi. Per i pensionati l’unica soluzione è obbligatoria, quindi non possono scegliere la rateizzazione.
| Modalità | Termine o durata | Condizioni |
|---|---|---|
| Unica soluzione | Entro 60 giorni dal provvedimento | Obbligatoria per i pensionati |
| Rate mensili | Fino a 120 rate | Senza interessi |
Il termine di 60 giorni decorre dal provvedimento, non dalla data di presentazione della domanda. Conviene quindi annotare la data del provvedimento per calcolare la scadenza.
Modalità di addebito
Il pagamento avviene tramite avvisi pagoPA oppure con addebito diretto SDD. Con l’addebito SDD le rate mensili vengono prelevate in automatico, mentre con l’avviso pagoPA ogni versamento va effettuato separatamente, entro la scadenza indicata.
Conseguenze del mancato versamento
Il mancato pagamento dell’unica soluzione o della prima rata equivale a rinuncia alla domanda. Dopo la prima rata è tollerato un ritardo fino a 30 giorni, al massimo cinque volte.
Come si presenta la domanda all’INPS?
La domanda di riscatto della laurea si presenta online dal Portale dei servizi INPS, nella sezione per la gestione della posizione assicurativa (INPS, 2025). Per accedere serve un’identità digitale tra SPID, CNS o CIE. In alternativa, la domanda può essere inoltrata tramite patronati e intermediari, oppure richiesta per telefono.
| Canale | Modalità | Note dalla fiche |
|---|---|---|
| Portale dei servizi INPS | Invio online dalla posizione assicurativa | Accesso con SPID, CNS o CIE |
| Patronati e intermediari | Presentazione assistita | Alternativa alla domanda online |
| Telefono 803 164 | Richiesta telefonica | Gratuito da rete fissa |
| Telefono 06 164164 | Richiesta telefonica | A pagamento da cellulare |
Documentazione da allegare
La scheda di riferimento non elenca i documenti da allegare alla domanda, quindi non è possibile indicarne un elenco certo. Prima dell’invio conviene consultare la pagina dedicata al riscatto della laurea sul sito INPS, che riporta i documenti richiesti per l’anno in corso. Chi si rivolge a un patronato può farsi indicare dall’operatore quali allegati servono per la propria situazione, in base ai periodi da riscattare.
Ricezione del provvedimento con importo definitivo
Dopo l’invio, INPS adotta un provvedimento che stabilisce l’importo definitivo del riscatto. Il termine indicato per l’emissione è di 85 giorni dalla domanda (INPS, 2025). Il provvedimento è il documento che chiude la fase istruttoria: riporta la cifra da versare e rappresenta il punto di partenza per la gestione del pagamento. Conviene conservarlo insieme alla ricevuta di invio della domanda, così da poter confrontare l’importo ricevuto con quello previsto in fase di simulazione.
Deduzioni e detrazioni fiscali
Il costo del riscatto della laurea è deducibile ai fini IRPEF. Le fonti consultate non precisano il metodo di calcolo del beneficio (Orizzonte Scuola, 2021), ma distinguono due situazioni: il costo sostenuto dal richiedente e, per gli inoccupati, la possibilità che il genitore che paga ottenga una detrazione. Conviene quindi verificare prima chi risulta come pagatore e in quale condizione si trova il lavoratore per cui è stata presentata la domanda.
La deduzione riduce il reddito complessivo sul quale si calcola l’IRPEF. Il versamento viene sottratto dalla base imponibile prima dell’applicazione delle aliquote, quindi il vantaggio effettivo dipende dall’aliquota marginale del contribuente.
La detrazione d’imposta opera invece sull’imposta già calcolata. Per gli inoccupati, il genitore che paga può detrarre il 19% della spesa dall’imposta lorda. La riduzione è quindi pari al 19% dell’importo versato, indipendentemente dall’aliquota marginale.
| Aspetto | Deduzione | Detrazione |
|---|---|---|
| Su cosa agisce | Reddito complessivo IRPEF | Imposta lorda |
| Effetto | Riduce la base imponibile | Riduce l’imposta dovuta |
| Misura del beneficio | Dipende dall’aliquota marginale | 19% della spesa |
| Riferimento nella fiche | Il costo del riscatto è deducibile | Genitore che paga, per gli inoccupati |
Per l’anno fiscale di riferimento, la fiche indica un solo strumento documentale: l’attestazione utile ai fini fiscali. Essa è consultabile all’inizio dell’anno successivo a quello dei versamenti, nel Portale dei Pagamenti INPS, alla sezione «Pagamenti effettuati». Il contribuente deve dunque conservare l’attestazione e riportare l’importo versato nell’anno indicato dalle istruzioni fiscali vigenti per la dichiarazione dei redditi.
Domande frequenti
Quanto costa il riscatto della laurea?
Per i periodi nel sistema contributivo si può usare il metodo agevolato, che calcola l’onere sul minimale di artigiani e commercianti con aliquota del 33%. Per le domande 2025 un anno di corso costa 6.123,15 euro. Il metodo ordinario, basato sulla retribuzione, dà importi molto diversi e non è confrontabile con questo senza riportarli allo stesso periodo.
Come si paga la domanda di riscatto?
Il pagamento può avvenire in unica soluzione entro 60 giorni dal provvedimento INPS oppure in fino a 120 rate mensili senza interessi. Per i pensionati è obbligatoria l’unica soluzione, e il mancato pagamento dell’unica soluzione o della prima rata equivale a rinuncia alla domanda.
Dove si presenta la domanda e quanto tempo serve?
La domanda si invia online dal Portale dei servizi INPS, dove il pagamento avviene con avvisi pagoPA o addebito SDD. L’INPS indica un termine di 85 giorni per il provvedimento, dopo il quale si può procedere al versamento.