Hanno diritto alla detrazione IRPEF del 19% sui canoni gli studenti fuori sede iscritti a un’università, a un ITS o a un Conservatorio. Restano esclusi i corsi post laurea (master, dottorati e specializzazioni) e le università telematiche. Per le università estere conta il Paese: sono valide solo quelle situate nell’UE o nello SEE.

Chi ha diritto alla detrazione per l’affitto fuori sede?

Il requisito riguarda il percorso di studio dello studente e non solo la sua iscrizione. La tabella riassume i casi previsti.

Percorso di studioAmmesso
Università italianaSì
ITS (Istituti Tecnici Superiori)Sì
ConservatorioSì
Università estera situata nell’UE o nello SEESì
Corsi post laurea: master, dottorato, specializzazioneNo
Università telematicaNo
Università estera situata fuori da UE e SEENo

La distinzione tra corsi di laurea e corsi post laurea è quella che genera più errori: un master o un dottorato, anche presso un ateneo italiano tradizionale, non dà accesso alla detrazione sul canone.

Chi ha diritto alla detrazione per l'affitto fuori sede?

Requisiti di distanza e di università

Per la detrazione IRPEF del 19% sul canone, l’ateneo frequentato deve trovarsi in un comune diverso da quello di residenza, a una distanza minima di 100 chilometri e in una provincia diversa. Il criterio riguarda la distanza tra i due comuni, non la distanza dell’alloggio dall’università.

Comune di residenzaDistanza minimaProvincia
Comune ordinario100 kmdiversa da quella dell’ateneo
Comune in zona montana o disagiata50 kmverificare la condizione (vedi sotto)

Calcolo della distanza. La distanza si misura sul percorso più breve, confrontando sia il collegamento stradale sia quello ferroviario. Basta che uno dei due superi la soglia applicabile. Per esempio, se il percorso stradale più breve è di 95 km ma il collegamento ferroviario più breve supera i 100 km, il requisito di distanza è soddisfatto.

Procedura di verifica:

  1. Individuare il comune di residenza anagrafica dello studente.
  2. Controllare nell’elenco ufficiale se il comune è classificato come montano o disagiato, che determina la soglia di 50 km.
  3. Calcolare il percorso stradale più breve e il percorso ferroviario più breve tra il comune di residenza e il comune dell’ateneo.
  4. Confrontare il valore migliore con la soglia applicabile.
  5. Verificare che il comune dell’ateneo appartenga a una provincia diversa.

La fonte consultata (Money.it, 2026-05-15) indica la riduzione a 50 km ma non precisa se la condizione di provincia diversa venga meno anche per i comuni montani o disagiati. Prima di compilare il 730, conviene confermare il punto con l’ateneo o con l’Agenzia delle Entrate.

Contratti di affitto ammessi

Per la detrazione del canone conta il tipo di contratto, non solo il fatto di pagare un affitto. Il canone è detraibile quando il contratto rientra in una delle categorie previste dalla norma: i contratti di locazione ai sensi della legge 431/1998, stipulati con un locatore privato, e i contratti di ospitalità, assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti del diritto allo studio, università, collegi riconosciuti, enti senza scopo di lucro e cooperative.

Tipo di contrattoControparteAmmesso
Locazione ex legge 431/1998Proprietario privatoSì, se registrato
Ospitalità, assegnazione in godimento o locazioneEnte per il diritto allo studioSì
Ospitalità, assegnazione in godimento o locazioneUniversità o collegio riconosciutoSì
Ospitalità, assegnazione in godimento o locazioneEnte senza scopo di lucro o cooperativaSì
SublocazioneStudente o altro conduttoreNo

Per il contratto con un privato, il requisito è la registrazione: il documento deve risultare registrato e va conservato insieme alla ricevuta di pagamento.

Il contratto dovrebbe essere intestato allo studente. Se l’intestatario è un familiare, conviene verificare la posizione con l’Agenzia delle Entrate o con un CAF prima di indicare la spesa nel 730. Se l’intestatario del contratto è un familiare diverso dallo studente, verificare la posizione con la propria documentazione prima di indicare la spesa nel 730.

Quanto si recupera davvero

La detrazione IRPEF sul canone dello studente fuori sede è pari al 19% della spesa sostenuta, entro un tetto annuo di 2.633 euro, come previsto dall’art. 15, lettera i-sexies, del TUIR. Il calcolo non dipende quindi dal canone complessivo del contratto, ma dalla parte di spesa annua che rientra nel tetto. In testo, la formula è: spesa annua considerata (fino a 2.633 euro) × 19% = detrazione.

Il beneficio massimo è di circa 500 euro (500,27 euro), che si ottiene quando la spesa annua raggiunge il tetto di 2.633 euro. Una spesa annua superiore a 2.633 euro non produce una detrazione maggiore, perché la parte eccedente non è detraibile.

Con un canone di 200 euro al mese, la spesa annua è di 2.400 euro, quindi sotto il tetto. Il calcolo è: 2.400 × 19% = 456 euro.

VoceValore
Canone mensile200 euro
Spesa annua (12 mensilità)2.400 euro
Aliquota detraibile19%
Tetto annuo di spesa2.633 euro
Detrazione risultante456 euro
Detrazione massimacirca 500 euro

Una detrazione riduce l’imposta IRPEF dovuta e non produce un rimborso in denaro: il vantaggio effettivo dipende quindi dall’imposta lorda del contribuente.

Quanto si recupera davvero

Come compilare il 730: quadro E e codice 18

Nel modello 730 la spesa per l’affitto dello studente fuori sede si dichiara nel Quadro E, Sezione I, e non nei campi generici. La compilazione richiede quattro elementi, da riportare tutti insieme: il quadro e la sezione, uno dei righi E8, E9 o E10, il codice identificativo della spesa e l’importo annuo del canone.

ElementoCosa riportare
Quadro e sezioneQuadro E, Sezione I
RigoUno tra E8, E9 ed E10
Codice18 (spesa di affitto per studenti fuori sede)
ImportoIl canone annuo pagato nel periodo d’imposta

La procedura è lineare:

  1. Aprire il Quadro E e individuare la Sezione I del modello.
  2. Scegliere il rigo tra E8, E9 ed E10 previsto per la propria situazione, leggendo la descrizione stampata accanto a ciascun rigo.
  3. Inserire il codice 18 nella colonna dedicata.
  4. Riportare il totale dei canoni effettivamente pagati nell’anno d’imposta di riferimento, non il canone mensile pattuito nel contratto.

Ad esempio, un canone di 200 euro al mese corrisponde a 2.400 euro annui (200 × 12) da riportare nel campo dell’importo.

Quali documenti conservare?

Per ottenere la detrazione del 19% sui canoni di locazione servono tre prove: un contratto valido, la condizione di studente fuori sede e il pagamento effettivo dei canoni. I documenti vanno conservati anche dopo la presentazione del 730, perché possono essere richiesti in caso di controllo.

DocumentoCosa dimostra
Contratto di locazione registratoEsistenza del rapporto di locazione con una tipologia ammessa
Ricevuta di avvenuta registrazione del contrattoChe il contratto è stato registrato
Certificato di iscrizione all’università o all’ITSIscrizione al corso di studi
Autocertificazione dello status di studenteDichiarazione dello status di studente fuori sede
Ricevute dei canoni e bonifici tracciabiliPagamento effettivo dei canoni nell’anno

Il contratto registrato è il documento centrale: senza la sua registrazione, la detrazione non può essere dimostrata. Accanto al contratto va conservata la ricevuta di registrazione, che ne attesta l’avvenuto adempimento.

Per i pagamenti serve una prova del pagamento tracciabile. Sono considerati tali il bonifico, il pagamento con carta e i pagamenti tramite PagoPA o MAV. Ogni ricevuta deve riportare importo, data e beneficiario, in modo da collegare ogni versamento a un canone dell’anno.

L’autocertificazione sullo status di studente va conservata insieme al certificato di iscrizione, che ne costituisce il riscontro. Va esibita in caso di controllo sul percorso di studio dichiarato.

Spese escluse e casi dubbi

La detrazione IRPEF del 19% riguarda solo il canone di locazione. Non tutte le somme versate per l’alloggio rientrano nel calcolo, quindi conviene separare le voci prima di compilare il Quadro E.

Voce di spesaDetraibile
Canone di locazioneSì
Deposito cauzionaleNo
Spese condominiali o di riscaldamento non indicate a parte nel canoneNo
Commissioni di agenziaNo

Il deposito cauzionale va sempre escluso. Le spese condominiali e di riscaldamento sono escluse quando non compaiono come importo separato nel contratto. Le commissioni versate all’agenzia immobiliare non sono mai detraibili.

Restano alcuni casi dubbi. La formulazione disponibile non chiarisce il trattamento di una spesa condominiale o di riscaldamento indicata come voce distinta dal canone. In questi casi la verifica va fatta con l’Agenzia delle Entrate prima della dichiarazione, senza applicare una regola generale.

Per evitare errori, il metodo consigliato è questo:

Per evitare errori, controlla il contratto e separa, voce per voce, il canone dalle altre somme.

Domande frequenti

Dove si indica la detrazione per l’affitto fuori sede nel 730?

Nel modello 730 la spesa del canone va riportata nel Quadro E, Sezione I, righi da E8 a E10, con il codice 18.

Quali costi legati all’alloggio non rientrano nella detrazione?

Il deposito cauzionale non è detraibile, così come le spese condominiali o di riscaldamento che non sono indicate separatamente nel canone. Anche le commissioni versate all’agenzia restano escluse dal calcolo.

Quali documenti devo conservare in caso di controllo?

Vanno conservati il contratto di locazione registrato, la prova del pagamento tracciabile (bonifico, carta oppure PagoPA/MAV) e l’autocertificazione che attesta lo status di studente.