Sì. I buoni fruttiferi postali si possono rimborsare in anticipo in qualsiasi momento, al 100% del valore nominale. È possibile anche un rimborso parziale, purché l’importo richiesto sia un multiplo di 50 €. Fanno eccezione i 7insieme, con rimborso parziale in multipli di 1.000 €, e i Buoni Impresa, per i quali la fonte consultata non descrive un meccanismo specifico (Money.it, 12 agosto 2024).
Si possono rimborsare i buoni prima della scadenza?
Il rimborso totale restituisce l’intero valore nominale del buono, senza attendere la scadenza. Il rimborso parziale riguarda solo una quota del titolo e segue la regola dei multipli di 50 € per i buoni ordinari.
| Tipo di rimborso | Buoni ordinari | 7insieme | Buoni Impresa |
|---|---|---|---|
| Totale | Sì, 100% del valore nominale | Sì, 100% del valore nominale | Non dettagliato nella fonte |
| Parziale | Sì, in multipli di 50 € | Sì, in multipli di 1.000 € | Non dettagliato nella fonte |
Per i buoni ordinari, una richiesta di 500 € è valida, mentre una di 520 € non rientra nella regola. Il rimborso parziale è quindi utile quando serve solo una parte della somma investita, purché l’importo sia calcolato in multipli di 50 € prima di presentare la richiesta allo sportello.
I 7insieme hanno una regola più rigida: il rimborso parziale è ammesso solo in multipli di 1.000 €. Chi possiede questa serie deve tenerne conto quando valuta una richiesta parziale, perché un importo di 1.500 € non è ammissibile, mentre 2.000 € lo è.
Per i Buoni Impresa la fonte indica soltanto che costituiscono un’eccezione alla regola generale. Il meccanismo di rimborso anticipato non è descritto, quindi prima di muoversi è necessario chiedere conferma direttamente all’ufficio postale.

Quanto si riceve con il rimborso anticipato?
Il rimborso anticipato parte dal valore nominale del buono, cioè il capitale versato, e a questo si sommano gli interessi maturati fino alla data di rimborso. Da questo totale si sottraggono l’imposta sugli interessi e, quando dovuta, l’imposta di bollo.
La formula è la seguente:
netto = valore nominale + interessi maturati − imposta sugli interessi (12,5% degli interessi) − bollo (0,2% del valore, se dovuto)
| Voce | Base di calcolo | Condizione indicata nella fonte |
|---|---|---|
| Interessi maturati | Solo sulla parte maturata | Maturano dopo il periodo minimo di possesso, che varia con il tipo di buono |
| Imposta sugli interessi | 12,5% degli interessi | Stessa aliquota anche in caso di rimborso anticipato (Risparmioggi.it, 15 luglio 2024) |
| Imposta di bollo | 0,2% del valore | Solo se la giacenza media annua supera 5.000 € |
Se il periodo minimo di possesso non è stato raggiunto, gli interessi riconosciuti possono risultare inferiori a quelli attesi. Per l’importo esatto conviene chiedere allo sportello.
Esempio numerico su un buono da 1.000 euro
Il tasso reale non è riportato nella fonte, quindi l’esempio usa un importo ipotetico di interessi maturati pari a 40 € per mostrare il calcolo.
- Valore nominale: 1.000 €
- Interessi maturati (ipotesi): 40 €
- Imposta sugli interessi: 12,5% × 40 € = 5 €
- Bollo: 0,2% × 1.000 € = 2 €, dovuto solo se la giacenza media annua del titolare supera 5.000 €
Con bollo dovuto: 1.000 + 40 − 5 − 2 = 1.033 € netti. Senza bollo: 1.000 + 40 − 5 = 1.035 € netti.
Caso in cui il bollo riduce sotto il valore nominale
Il bollo può portare il netto sotto il capitale investito. In questo caso, secondo Money.it (12 agosto 2024), Poste restituisce la quota di capitale erosa dal bollo. La stessa fonte indica che questa è l’unica situazione in cui il rimborso può scendere sotto il valore nominale. Il punto da verificare, prima di richiedere il rimborso, è quindi se il bollo sia effettivamente dovuto, cioè se la giacenza media annua supera 5.000 €.
Interessi: dopo quanto tempo maturano?
Gli interessi dei buoni fruttiferi postali non maturano dal primo giorno. Ogni tipologia richiede un periodo minimo di possesso prima che il rendimento diventi effettivo. Se il rimborso avviene prima della scadenza di questo periodo, gli interessi non ancora maturati non vengono riconosciuti. Chi rimborsa in anticipo rischia quindi di ricevere meno interessi di quelli previsti.
Secondo Money.it (testata specializzata, articolo del 12 agosto 2024), i periodi minimi sono i seguenti:
| Tipologia di buono | Periodo minimo di possesso |
|---|---|
| Buoni ordinari (la maggior parte) | 12 mesi |
| Buoni indicizzati all’inflazione | 18 mesi |
| Buoni per minori | 18 mesi |
| Premia | 24 mesi |
| Fedeltà | 36 mesi |
| Buoni da 3,50 | 36 mesi |
Per sapere se il periodo minimo è già trascorso, il metodo è confrontare la data di sottoscrizione del buono con la data in cui si prevede di chiedere il rimborso, e verificare il periodo corrispondente alla tipologia del titolo. La denominazione stampata sul titolo indica il tipo di buono, quindi è il primo elemento da controllare.
Tasse e bollo sul rimborso
Il rimborso anticipato di un buono fruttifero postale comporta due prelievi distinti: l’imposta sugli interessi maturati e, in alcuni casi, l’imposta di bollo sul valore del buono. Le due voci seguono regole diverse e non si sommano automaticamente.
Interessi tassati al 12,5%. L’aliquota è la stessa sia per il rimborso a scadenza sia per quello anticipato. Il prelievo si applica solo alla parte di interessi maturati, non al capitale. Per esempio, su 100 € di interessi maturati la ritenuta è di 12,50 €, calcolata come 100 × 12,5%. Se il rimborso avviene prima della maturazione degli interessi, la base imponibile è quindi quella effettivamente maturata fino a quel momento.
Imposta di bollo pari allo 0,2% del valore. Il bollo è proporzionale: si calcola come valore del buono × 0,2%. Su un buono di 10.000 € il bollo sarebbe quindi di 20 €, come 10.000 × 0,2%. Il bollo è dovuto solo se la giacenza media annua supera 5.000 €. Con giacenza pari a 5.000 € esatti non è dovuto, perché la soglia è superata solo oltre quel valore.
| Situazione | Ritenuta sugli interessi | Imposta di bollo |
|---|---|---|
| Rimborso anticipato, qualsiasi importo di giacenza | 12,5% degli interessi | Non dovuta se la giacenza media annua non supera 5.000 € |
| Giacenza media annua superiore a 5.000 € | 12,5% degli interessi | 0,2% del valore del buono |
Fonte dei dati su aliquote e bollo: Risparmioggi.it, pubblicato il 2024-07-15.

Come chiedere il rimborso in ufficio postale
Per rimborsare un buono fruttifero postale cartaceo bisogna presentarsi di persona in un ufficio postale con tre documenti: il titolo cartaceo, un documento d’identità e il codice fiscale. Il titolo è il documento che attesta il credito verso Poste Italiane, quindi va portato in originale.
Documenti da portare
| Documento | Funzione nella richiesta |
|---|---|
| Titolo cartaceo | Attesta il buono e il suo valore nominale |
| Documento d’identità | Identifica chi presenta la richiesta |
| Codice fiscale | Identifica il titolare del buono |
Differenza tra buono emesso dallo stesso ufficio e altri
Il tempo di rimborso dipende da dove è stato emesso il buono.
| Caso | Tempi |
|---|---|
| Buono emesso dallo stesso ufficio postale | Rimborso immediato |
| Buono emesso da un altro ufficio | Verifica di 4 giorni lavorativi prima del pagamento |
Per questo, quando il buono proviene da un’altra filiale, conviene mettere in conto l’attesa della verifica fin dal momento della richiesta.
Sequenza della richiesta
- Verificare di avere con sé titolo cartaceo, documento d’identità e codice fiscale.
- Presentarsi allo sportello di un ufficio postale e consegnare il buono.
- Se il buono è stato emesso in un altro ufficio, attendere i 4 giorni lavorativi di verifica.
- Scegliere la modalità di pagamento, tra quelle previste:
- contanti;
- vaglia;
- accredito su libretto postale o conto BancoPosta.
La fonte consultata indica i tempi della verifica ma non fornisce un intervallo specifico per l’accredito sul libretto o sul conto BancoPosta. Per questo passaggio conviene chiedere allo sportello la tempistica effettiva.
Fonte: Money.it, testata specializzata, 12 agosto 2024.
Buoni di minori e cointestati
Il rimborso anticipato cambia quando il buono è intestato a un minore o a più persone. Per i buoni per minori conta chi rappresenta il titolare, mentre per i cointestati contano la data di emissione e la presenza della clausola PFR. In entrambi i casi, la richiesta allo sportello richiede documenti e passaggi aggiuntivi rispetto al rimborso di un buono intestato a un solo adulto.
Buoni intestati a minori
Per i buoni intestati a un minore, il rimborso richiede l’autorizzazione del Giudice Tutelare. La richiesta è presentata per conto del minore da chi ne esercita la rappresentanza legale, generalmente il genitore o il tutore. Chi si presenta allo sportello deve quindi portare, oltre al titolo, al proprio documento d’identità e al codice fiscale, anche gli atti che dimostrano la sua qualità di rappresentante.
Prima di andare allo sportello, conviene chiedere all’ufficio postale quali atti di rappresentanza accettano, perché la fonte consultata non li elenca.
Buoni cointestati
Per i buoni cointestati, chi partecipa al rimborso dipende dalla data di emissione del titolo. Il dato è riportato sul titolo stesso e va verificato prima della richiesta.
| Data di emissione | Chi deve partecipare al rimborso |
|---|---|
| Dal 28 dicembre 2000 | Uno dei cointestatari può rimborsare da solo, grazie alla clausola PFR (pari facoltà di rimborso) |
| Prima del 28 dicembre 2000 | Gli eredi devono partecipare al rimborso |
Nei buoni con clausola PFR la firma congiunta non è necessaria, perché basta quella di un solo cointestatario. Nei buoni emessi prima di quella data, invece, la partecipazione degli eredi è richiesta. Per questi titoli, la richiesta va quindi preparata insieme a chi ha diritto sul capitale, non solo al cointestatario che si presenta.
Fonte: Money.it, 12 agosto 2024.
Cosa succede se il buono scade e non si incassa?
Alla scadenza le condizioni di incasso dipendono dal regolamento del singolo buono, da verificare sul titolo e presso Poste Italiane. Le condizioni che valgono dopo la scadenza (eventuali interessi residui, termini per l’incasso) dipendono dal regolamento del singolo buono, che va verificato sul titolo e presso lo sportello. Le fonti consultate non riportano questi valori, quindi questa sezione descrive il metodo di controllo e non cifre.
Interessi e capitale dopo la scadenza
Prima di lasciare scadere il titolo, controllare la data di scadenza stampata sul documento e chiedere allo sportello quali condizioni si applicano dopo tale data. Un buono scaduto non va considerato come un buono che continua a rendere senza verifiche.
Prescrizione del diritto al rimborso
Il diritto a incassare il buono è soggetto a prescrizione. Le fonti consultate non indicano il termine, perciò va letto nelle condizioni di emissione del buono o chiesto a Poste Italiane. Conservare il titolo in un luogo sicuro e annotare la data di scadenza evita di arrivare al termine senza averlo verificato.
Riscossione tardiva e rimborso dopo la scadenza
| Situazione | Cosa serve o cosa succede |
|---|---|
| Buono cartaceo, stesso ufficio che l’ha emesso | Rimborso immediato |
| Buono cartaceo, altro ufficio | Verifica di 4 giorni lavorativi prima del pagamento |
| Buono intestato a un minore | Autorizzazione del Giudice Tutelare |
| Cointestato emesso dal 28 dicembre 2000 | La clausola PFR consente a uno solo dei cointestatari di rimborsare |
| Cointestato emesso prima del 28 dicembre 2000 | Partecipano al rimborso anche gli eredi |
Il pagamento avviene in contanti, con vaglia o con accredito su libretto o conto BancoPosta (fonte: Money.it, 2024-08-12).
Domande frequenti
Rimborsando prima dei 12 mesi, quali interessi si ricevono?
Gli interessi maturano solo dopo un periodo minimo di possesso, pari a 12 mesi per la maggior parte dei buoni ordinari e più lungo per altre serie (18, 24 o 36 mesi). Un rimborso anticipato entro quel termine può quindi comportare un importo di interessi inferiore a quello previsto a scadenza.
Chi può chiedere il rimborso di un buono cointestato o intestato a un minore?
Per i buoni cointestati emessi dal 28 dicembre 2000, la clausola PFR (pari facoltà di rimborso) consente a uno solo dei cointestatari di rimborsare da solo. Per quelli emessi in data precedente occorre la partecipazione degli eredi, mentre per i buoni intestati a minori la richiesta richiede l’autorizzazione del Giudice Tutelare.
Cosa serve portare allo sportello per un buono cartaceo?
Per un buono cartaceo bisogna presentarsi in un ufficio postale con il titolo, un documento d’identità e il codice fiscale. Il rimborso è immediato se il buono è stato emesso dallo stesso ufficio, altrimenti la verifica richiede 4 giorni lavorativi. Il pagamento può avvenire in contanti, con vaglia oppure con accredito su libretto o conto BancoPosta.